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On the road: da Campo di Giove a Civitacampomarano

TAPPE DEL GIORNO: SULMONA – ISERNIA – PESCHE – AGNONE – BAGNOLI DEL TRIGNO – TRIVENTO – CIVITACAMPOMARANO

Scendiamo da Campo di Giove per andare a scoprire la nostra ultima città Abruzzese prima di passare in Molise.

SULMONA

E’ stata davvero una toccata e fuga, non credo potrei permettermi ne di dare spiegazioni ne consigli particolari a riguardo: abbiamo parcheggiato vicino a una delle porte della città e siamo entrati percorrendo la strada principale, alla ricerca di un bel baretto per fare colazione.

Piazza Garibaldi (che era “sotto i ferri” per la preparazione della giostra, che deve essere stata me-ra-vi-glio-sa) e l’acquedotto medioevale sono i due scorci più famosi della città, ma ammetto che ha anche un sacco di altri edifici molto belli, se avete più tempo di noi spendeteci qualche ora in più, perchè ne vale davvero la pena.

Molto simpatici da vedere sono tutti i vari negozi di confetti, che li espongono in creazioni coloratissime a forma di vasi di fiori.

Interessantissima è stata l’iniziativa ARTEMECUM, che ha fatto comparire, in quindici vetrine di negozi dismessi, altrettante opere dedicate a Ovidio: di certo un ottimo modo per sfruttare spazi inutilizzati.

Colazione e poi VIA, verso il Molise!

ISERNIA

On the road: da Campo di Giove a Civitacampomarano Isernia fontana Isernia

Il centro storico ci ha accolto con un colorato e vivace mercato per quasi tutta la nostra permanenza in città, molto bello da vedere, ma che ha un po’ penalizzato la vista di piazze ed edifici..tanto per dirne una la “Fontana Fraterna”, simbolo della città, era nascosta dietro alle bancarelle e l’abbiamo vista solo perchè l’ufficio informazioni si trova in piazza San Pietro Celestino.

Per fortuna io sono una collazionatrice compulsiva di cartine e mappe, quindi l’ufficio è stata la nostra prima meta. Dopo 5 rampe di scale, ci ha accolto un sorridente assessore al turismo che, con tutto l’amore per la sua città, ci racconta qualche aneddoto storico e ci da anche qualche dritta su dove mangiare.

Purtroppo, nonostante gli ottimi consigli, la nostra pancia reclamava pizza a gran voce, per cui eccoci sulla strada principale, Corso Marcelli, con un occhio verso gli edifici antichi (molto bella la cattedrale) e l’altro verso le insegne dei ristoranti. 

Alla fine la prescelta è lei: la pizzeria O Pizzaiuolo. Beh che dire..sicuramente la “lochescion“, per dirla alla Alessandro Borghese, si merita un bel 10. Mattoni a vista, arcate, giardino esterno, tutto curato nei minimi dettagli. Il mio primo pensiero è stato “ora mi tocca lasciarci un rene“. E invece no. Anche qui due antipasti e due pizze ad un prezzo ragionevolissimo e di una bontà che non si discute. Bravo O Pizzaiuolo. Anche per stavolta grandi pranzi e niente cene.

Come sempre il poco tempo a disposizione sulla tabella di marcia non ci permette (e con quel caldo non ne avevamo nemmeno molta voglia a esser sinceri) di approfondire a dovere la città che ha una bellissima storia e che sinceramente vorrei conoscere più a fondo.

PESCHE

Dunque. Siamo arrivati con dei nuvoloni NERI come la pece sulle nostre teste ed il centro storico di questo paesino ha preso improvvisamente un aspetto semi Gothic-Horror tremendamente affascinante. Sotto una pioggerella sempre più insistente è stato difficile concentrarsi su qualcosa in particolare anche perchè siamo andati alla ricerca di un bar che, udite udite, non abbiamo trovato. Manco di fronte alla chiesa.

Ma va bene lo stesso, ci siamo goduti vicoli e vicoletti di questo paese che ha davvero avuto un suo fascino. Ci tengo a precisare che noi abbiamo sempre e solo esplorato i centri storici per cui non pensate che non ci sia nulla a livello di servizi; anzi. Abbiamo scoperto, troppo tardi, che Pesche ospita una birreria molto rinomata e frequentata da tutti i ragazzi della zona. Noi ovviamente abbiamo avuto questo fondamentalissime informazioni nella nostra ultima tappa…

AGNONE

L’avevamo scelta per il nostro tour per un motivo molto semplice: le campane. Infatti ne avevamo già viste un paio a Ravenna dentro la meraviglia che è la Basilica di S. Vitale e ai tempi c’eravamo ripromessi che saremmo venuti qui, per visitare la Fonderia Marinelli, la più antica fonderia italiana che dal 1924 ha avuto il privilegio di effigiarsi dello Stemma Pontificio. Insomma, una cosa da vedere. Magari informandosi prima sugli orari di visita e non arrivando mezz’ora dopo la chiusura al pubblico. TIPO.

Potete trovare tutte le informazioni a riguardo qui. Non fate come noi. Informatevi prima. (sigh)

Se passate da queste parti, campane o meno, il nostro consiglio è di andare a bervi qualcosa al Pub Komby, in pienissimo stile irlandese e gestito da una ragazzo davvero simpatico e gentile, con cui ci siamo fatti una bella chiacchierata riguardo a sogni e viaggi. A quanto pare è un vero imprenditore: la maggior parte dei locali che troverete in città sono stati aperti da lui. Grinta!

BAGNOLI DEL TRIGNO

Bagnoli visto da lontano sembra un’ambientazione fantasy di tutto rispetto, ma una volta all’interno…una piazza super frequentata (cosa bellissima: vecchietti che parlano vicino a bambini che giocano a Palla!! meraviglia d’altri tempi) dove ci sono stati lanciati sguardi curiosi e per il resto..due cartelli. BONA.

L’immenso castello longobardo di S. Felice, che sovrasta la cittadina, è visitabile gratuitamente, ma solo previo appuntamento. Un vero peccato per i viaggiatori che decidono di fermarsi in paese sul momento (come noi). Fortuna che, come sempre, girovagare senza meta si è rivelato il modo ideale per ammirare scorci panoramici davvero belli. Andandocene dalla città e aggirandola abbiamo scoperto che ci sono delle scale enormi per raggiungere la chiesa, tanto che c’è venuto il dubbio di essere entrati “dalla porta sul retro” e di non aver visto le bellezze vere di Bagnoli. Se qualcuno di voi c’è stato fatemelo sapere sui commenti 🙂

TRIVENTO

La cosa che più ti colpisce di Trivento è sicuramente la scala che collega la parte inferiore alla parte superiore del paese: la scala di San Nicola, lunga 365 scalini e costeggiata da casette dove a volte sbuca qualche anziano signore. La mia stima per tutti gli over ..anta che ogni giorno si fanno sta smazzata.

C’ha sorpreso vedere che è previsto un “itinerario delle fontane” che porta appunto a scoprire le fontanelle sparse per la città. Proprio davanti a una di queste fontane abbiamo conosciuto un signore gentilissimo che, tra una chiacchiera e l’altra, ci voleva addirittura ospitare a casa sua per assaggiare i tartufi trovati dalle sue stupende cagnoline.

C’ha riempito il cuore, dalle nostre parti non dico che non succederebbe mai, ma che sarebbe alquanto raro. C’ha poi spiegato come secondo lui il Molise è stato un po’ “abbandonato a se stesso” per quanto riguarda il turismo ma, non sapendone abbastanza, non abbiamo potuto dare la nostra opinione. Fatto sta che alla fine ci siamo congedati per perderci nelle stradine fino ad arrivare ad un bellissimo punto panoramico.

Al calar del sole ci siamo trovati face to face con un altro problemino della zona, che riprendere quello di cui parlavo prima. Lungo la strada che porta da trivento a Civitacampomarano non abbiamo trovato nemmeno un’area attrezzata. Un bel pacco vista la necessità di una doccia calda. L’unica area di sosta che abbiamo trovato era in disuso, il che faceva sembrare tutto estremamente horror. Al calar della sera la casetta, che credo fosse la reception ai tempi d’oro, sembrava vagamente una di quelle baracche dove nei film nascondono i cadaveri.

Morale della favola: prima di andare a letto ho mandato la posizione ai miei amici a casa dicendo “se domani mattina non mi sentite, mandateci a cercare“. Che bello essere positivi. La cosa buffa è che con il sorgere del sole la zona c’è sembrata di una bellezza incredibile, con area picnic, zone ombrose e tutto il resto..davvero un peccato che sia stata abbandonata.

Km del giorno 211, camminati 15,8, già meglio!

 

Alla prossima e penultima tappa viaggiatori!

 

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