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    Rispettare il mare: 5 regole dello snorkeling

    Come vi ho preannunciato nell’articolo sulle isole Daymaniyat, oggi si parlerà di comportamenti da tenere in mare.

    Tengo tantissimo a questo articolo. Era da un bel po’ che volevo pubblicarlo e finalmente ce l’ho fatta, anche grazie all’aiuto della mia amica biologa Enrica Burioli. Non voglio farvi perdere altro tempo, andiamo subito al sodo e accogliamo con un grande applauso Enrica Burioliiiiii

    Rispettare il mare: 5 regole per lo snorkeling

    L’approccio migliore e più sicuro per sé stessi e per l’ambiente marino, è quello di immergersi sapendo di essere ospiti in un mondo che non è propriamente il nostro.

    L’idea è quella di esplorare con lo sguardo, lasciarsi meravigliare dal brulicare di vita di forme e di colori, senza voler interagire per forza, ma restando appunto spettatori.

    Ricordiamoci sempre che in mare noi siamo gli ospiti.

    È fondamentale quindi rispettare l’ambiente che ci circonda e i loro abitanti: ecco alcune “regole del bon ton Marino” che forse non conoscevi:

    1. NON DISTURBARE, INSEGUIRE, NÈ TOCCARE LE TARTARUGHE MARINE:

    Rispettare il mare: 5 regole per lo snorkeling

    Ritrovarsi a nuotare al fianco di una tartaruga marina, è sicuramente il sogno di molti di noi. Questo animale tra i più antichi al mondo, genera in chi lo guarda, (tranne a Max, ndr) un profondo sentimento di tranquillità e meraviglia.
    Simbolo di saggezza e longevità, la tartaruga marina purtroppo oggi, si trova tra gli elenchi delle specie a rischio estinzione.

    Quando abbiamo la fortuna di incontrare una tartaruga marina, ricordiamoci sempre che quell’ essere ricoperto da un carapace dall’aspetto massiccio ed impenetrabile, è in realtà una vita vulnerabile, delicata e degna di rispetto.

    Le tartarughe marine sono rettili perfettamente adattati alla vita acquatica, ma che comunque respirano aria per mezzo dei polmoni. Questo significa che hanno necessità di salire in superficie a respirare, tra una sommozzata e l’altra…

    – Non fiondatevi verso di lei! Datele il tempo di farvi notare ed entrate con calma nel suo mondo…

    – Non mettetevi davanti bloccandole il passo, ma anzi nuotatele di fianco. La tartaruga in questo modo non si sentirà minacciata.

    – Non avvicinatevi troppo. Osservatela ad una distanza di almeno 1,5 metri. Godetevi lo spettacolo e non fate altro.

    – Non fate rumore e nuotate con calma. La tartaruga viene spaventata sia dai movimenti bruschi che da un tono di voce troppo alto (snorkeling).

    – Non inseguitela, restate al suo lato per pochi minuti e poi lasciatela andare.

    – Non nuotate proprio sopra di lei e lasciatele sempre spazio per risalire a respirare. Le tartarughe possono nuotare molto velocemente e scappano via quando si sentono molestate.

    Non fotografate mai alcun animale con il flash, tanto meno una tartaruga.

    – Non date cibo alle tartarughe, non ce n’è bisogno. Riflettete sul fatto che questi animali sono indipendenti fin dal loro primo giorno di vita..

    – Non disturbare le tartarughe mentre stanno respirando in superficie: Questo per evitare che questi rettili marini tornino ad immergersi spaventati, rinunciando dunque a respirare.

    – NON TOCCATE LE TARTARUGHE! Per principio, per rispetto, per non molestarle, per non trasmettere a loro eventuali malattie. E se questo non bastasse, anche per evitare di beccarsi una bella multa com’è previsto dalla legge in molti Paesi.

    Le tartarughe marine molestate, conservano un pessimo ricordo di questa esperienza e di noi umani. Per questo motivo, al prossimo incontro con la nostra specie, molto probabilmente cercheranno di sottrarsi alla nostra sgradevole attenzione. E’ possibile inoltre, che questi animali modifichino i loro abituali siti di aggregazione o stazioni di pulizia, proprio con lo scopo di cercare luoghi in cui non possano essere né viste, né disturbate.

    2. NON DISTURBARE, NÉ CATTURARE I PESCI PALLA E ISTRICE:

    I pesci palla e istrice possiedono un diverticolo, una specie di sacchetto, nello stomaco. Quando sentono in pericolo questi animali inghiottono acqua e la spingono nel diverticolo che si gonfia facendo ingrossare tutto il corpo dell’animale. Questa strategia è difensiva: l’intento è quello di diventare un boccone troppo grosso che difficilmente gli altri pesci potrebbero inghiottire. Quando poi il pericolo cessa, eliminano l’acqua dalla bocca e dalle branchie, ritornando alle dimensioni originali.

    Nessuno dovrebbe sognarsi di stressare questi animali per il solo sollazzo di vederli mentre si gonfiano di acqua. Ricordiamoci che questa è una strategia difensiva messa in atto quando l’animale si sente minacciato, e un qualsiasi subacqueo o snorkelista “ecofriendly” non può comportarsi in maniera minacciosa, offensiva o tale da diventare motivo di disturbo per gli organismi. I pesci istrice e palla sono animali molto lenti e quindi è necessario un approccio lento, tranquillo e non frontale.

    3. NON TOCCARE I CORALLI

    il contatto con i coralli duri, le madrepore, può essere tagliente per via dello scheletro calcareo che questi animali posseggono, ed essere urticante, poiché i polipi dei coralli, così come le meduse con cui condividono il phylum degli Cnidari, posseggono piccole cellule urticanti che normalmente servono a catturare i piccoli organismi planctonici di cui si nutrono.

    rispettare il mare: 5 regole dello snorkeling


    Evitate di toccare i coralli. Non si possono toccare i coralli perchè solo la pressione delle nostre dita può schiacciare ed ucciderne i polipi, alcuni poi sono fragilissimi e pertanto si possono spezzare facilmente.

    Non camminare sui coralli. Ancor di più non si deve camminate sul reef per gli stessi motivi di cui sopra: per entrare in acqua esistono pontili e “sentieri” scavati appositamente nelle colonie madreporiche. Inoltre camminare sui coralli è pericolosissimo in quanto possono essere taglienti come rasoi.


    4. NON DARE CIBO AI PESCI

    Dare cibo ai pesci fa loro male. Fornire cibo ai pesci, oltre a creare loro problemi di salute, li abitua ad un errato sistema alimentazione, con il rischio che non siano più in grado di alimentarsi in modo naturale e da soli.

    Un tempo i sub, in Egitto, usavano dare delle uova sode ai grandi e pacifici pesci Napoleone di cui erano molto ghiotti, creando così problemi al fegato e conseguente morte dei pesci stessi. Ancora adesso questi giganteschi labridi si avvicinanano con la bocca aperta per richiedere cibo al turista che, ignaro, spesso si spaventa!

    Dar da mangiare la mollica di pane, in particolare, può provocare nei pesci seri problemi, di tipo meccanico e fisiologico, che possono condurre addirittura alla morte. Difatti a contatto con l’acqua la mollica si gonfia e una volta ingerita può ostruire l’esofago. Senza contare poi che in alcuni pesci, soprattutto quelli carnivori, stomaco e intestino non sono popolati da enzimi che permettono all’amido, presente in cibi come pane, pasta e patate, di essere assimilato e dunque digerito.

    5. NON TOCCARE I PESCI

    A volta la bellezza di queste creature ci può portare a voler stabilire un contatto fisico con loro. ma limitiamoci ad ammirarli senza toccarli. Tutte le creature marine sono ricoperte da una sostanza mucosa che le protegge da infestazioni parassitarie e relative malattie; il ph della nostra pelle ha la capacità di asportare questo muco, esponendo così il pesce a seri rischi per la sua salute.

    Come vi dicevo tengo tantissimo a questo articolo, perché troppo spesso ho visto questi comportamenti , anche se quasi sempre con ingenuità. Nessuno “nasce imparato” e spero che conoscere le motivazioni dietro a un “Divieto” possano portare a una accettazione e comprensione dello stesso.

    Spero che questo articolo possa esservi stato utile e che vogliate condividerlo il più possibile, per “salvare” tante bestioline al prossimo incontro con le “bestiolone” che siamo spesso noi essere umani.

    A presto amici della giungla!

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