Cosa ci ha portati dieci giorni in un’Ashram? Due mesi tra India, Sri Lanka e di nuovo India. Provatissimi nel corpo e nello spirito. Siamo arrivati a Chennai i primi di aprile tirati come corde di violino, stanchi, accaldati, nervosi. Un viaggio in questi Paesi ti da tantissimo, ma ti chiede anche molto in cambio. Tipo la tua salute mentale. Inoltre, per la prima volta ho provato l’esperienza di stare H24 con il mio compagno e che dire. Not Easy.
A Chennai abbiamo trovato un alloggio che consiglierei forse al mio peggior nemico, in una zona che non percepivo come sicura, camera sporca a livelli indicibili anche per me, che ho un livello di adattabilità molto alto. Insomma. Mancavano due settimane al nostro ritorno in Italia e ho pensato “se passiamo due settimane qua, va a finire male malissimo”.
Una sera, presa da disperazione e sconforto, gioco la mia ultima carta. “E se andassimo in un ashram?“
Ne avevamo sentito parlare tantissimo, specialmente dai ragazzi che abbiamo conosciuto in ostello a Pushkar ed era comunque un’ esperienza che volevamo fare, ma non avevamo mai avuto la pazienza di star li a cercare informazioni a riguardo anche perchè non avevamo ancora ben chiaro il nostro itinerario futuro. Alcuni ci hanno suggerito di fare un Vipassana, un ritiro di dieci giorni abbastanza rigido da quello che avevamo sentito, e non ero sicura di potercela fare. Avevo bisogno di qualcosa che mi calmasse, non che mi facesse innervosire ancora di più.
Una sera troviamo quindi il sito di Sivananda. La scuola è stata fondata nel 1957 da Swami Vishnudevananda e prende il nome dal suo maestro Sri Swami Sivananda Saraswati Maharaj. Ha sedi sparse non solo in India, ma anche all’estero e ci ha convinto subito per il suo legame con la tradizione e specialmente, perchè non aveva niente a che fare con quei retreat che sembrano più fashion retreat occidentali. Troviamo la quadra perfetta: Yoga vacation, con un programma soft tra Yoga e meditazione anche per principianti come noi.
Ancora non lo sapevamo quanto c’ avrebbe fatto bene. Se ci ripenso, mi viene da piangere. Fortunatamente la risposta dal centro arriva la sera stessa e sento già un po’ di pressione andarsene. Sul sito si trova proprio tutto, da come arrivare a cosa portare, a cosa fare e non fare.
Come arrivare a Gudur
Siamo arrivati prendendo un treno da Chennai. Essendo una cosa last minute non siamo riusciti a prenotare dal sito un treno diretto e quanto pare i bus per Gudur partivano da una stazione lontana anni luce da dove eravamo noi. Decidiamo quindi di prendere i treni local, abbiamo fatto due scali e Ve li risparmio, sappiate solo che in India si trova SEMPRE una soluzione e che, dovesse anche essere che arriviate più tardi del check in previsto, non succede niente. Una volta arrivati alla stazione di Gudur Junction potete tranquillamente prendere un tuk tuk. TUTTI sanno dove sta l’Ashram, probabilmente tutti gli occidentali che mettono piede a Gudur lo fanno per quel motivo. Dovrebbe costarvi intorno alle 300 rupie, se Vi sparano un prezzo più alto, trattate.
La vita in Ashram

A colpirci come prima cosa è stato il nulla cosmico che lo circondava. Solo natura. Che sogno. Al nostro arrivo ci ha accolto un tacchino di dimensioni ragguardevoli di nome Turk e i volontari che gestiscono il centro. Abbiamo subito fatto un change di alloggio: avevamo chiesto un alloggio doppio, ma abbiamo scoperto che il prezzo mostrato sul sito è quello a persona e quindi abbiamo fatto switch con due posti letto in dormitori separati. Io era l’unica donna al momento, perciò stavo da sola in questo mega dormitorio da almeno 80 posti letto. Non male avere anche del tempo solo per me dopo tanto.
Le giornate in Ashram passano lente e fuori dal tempo. Si inizia la mattina con il satsang, un momento di meditazione, canto e preghiera per iniziare la giornata. Alle 7 si beve un the rinfrescante e poi alle 8 si parte con la prima lezione di Yoga. Noi eravamo in pochissimi, alcuni sapevano già fare cose che per me erano livello cirque du soleil ma gli insegnanti li sono veri Yoga teacher, non hanno preso il brevetto dopo un corso online di 72 ore, e chi hanno accompagnato passo passo per non rischiare l’osso del collo. Alle 10, dopo una doccia al volo, si pranza. Non penso di aver mai mangiato meglio. Il cibo è tutto ayurvedico, leggero, sano, Super digeribile. E buono. Buono in maniera assurda. Dopo pranzo si passa al Karma Yoga che altro non è che un’ora in cui si lavora per la manutenzione e la pulizia dell’ ashram. Chi raccoglie foglie, chi spazza il pavimento della pagoda principale, chi cura l’orto. Un momento per se stessi ma anche per gli altri, per fare qualcosa che possa essere d’aiuto a tutti.
Alle 14 inizia la lezione teorica sullo Yoga, le sue basi e i suoi principi. Devo dire che è stato interessante anche molto bello aver del tempo per fare delle domande.
Alle 15.30 seconda lezione di Yoga, un po’ più strong. Il secondo giorno l’acido lattico mi stava facendo scattare, ma giorno dopo giorno ho sentito il mio corpo diventare più flessibile, più forte e centimentro dopo centimetro son riuscita a fare posizioni che pensavo impossibili per me. Samu è riuscito a fare anche l’head stand dopo due giorni, per me ancora un sogno lontano, ma HEY, son riuscita a toccarmi la punta dei piedi! E qui insegnano a celebrare ogni piccolo traguardo con gioia!

Alle 18 CENA come i tedeschi e poi alle 20 satsang di chiusura giornata, che a volte veniva seguito da talent show, serata giochi, preghiere al tempio. E poi…e poi niente tutti a nanna per le 22 perchè a sveglia il giorno dopo sarebbe suonata alle 5.20, pronti per ricominciare.
Troppo monotono dite? Io non Ve lo so spiegare quanto mi sia stato d’aiuto vivere questi dieci giorni di pace, relax e piacevole monotonia, specie dopo due mesi di frenesia, Chaos e delirio. Due mattine siamo andati a fare il satsang al lago che si trova vicino all’ashram e l’immagine del sole che sorge sulle placide acque mentre cantavamo me la ricorderò per tutta la vita. Un venerdì, che viene considerato day off, siamo andati tutti a visitare un tempio incredibile, a mezz’ora di distanza. Nella libreria a disposizione ho trovato “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle che mi è servito davvero tantissimo e che consiglio se anche tu, che mi stai leggendo, sei un’ overthinker come me.
Per il resto del tempo, era davvero un balsamo per l’anima restare seduti a guardare le scimmiette, parlare coi volontari del loro percorso di vita, sentire il tacchino fare gli glu glu, il fruscio del vento, solo qualche clacson in lontananza. Abbiamo preso anche molto seriamente il fatto di limitare l’uso del cellulare, infatti abbiamo fatto pochissime foto.

Tra l’altro, inizialmente l’idea era di stare solo 5 giorni, ma ne sono bastati due per decidere di stare più a lungo.
Cosa portare
Considerate che hanno un negozio con pantaloni magliette e cose essenziali come shampoo e dentifricio ecc, ma a prezzi un po’ altini ecco..noi ci siamo abbastanza arrangiati con quello che avevamo nello zaino, anche perchè il sole era talmente caldo che potevamo tranquillamente lavare e asciugare tutto in tempi brevissimi, ma direi
- pantaloni e magliette comode, non troppo aderenti per le pratiche di Yoga
- se ce l’avete portatevi un tappetino, altrimenti potrete comprarlo li come abbiamo fatto noi (costosetto eh, tipo 12 euro)
- fate il pieno di tutto quello che potrebbe servirvi a Gudur poiché non ci sono negozietti nei paraggi, solo una piccola bancarella che vende dolci
- Crema solare per quando farete karma Yoga perchè il sole se picchia, picchia duro!
Ho trovato anche il fatto di essere in pochi una benedizione. Questa scuola ha anche un Ashram in Kerala che è molto famosa e ha quotidianamente almeno un centinaio di persone. Forse avevamo proprio bisogno di stare un po’ da soli con noi stessi ed essere coccolati, se così si può dire, durante le lezioni di Yoga.
Quella dell’Ashram è un’esperienza che consiglio a tutti, aldilà che già pratichiate o meno Yoga. Concedetevi il tempo che spesso la società di oggi non ci concede. Ah, so che vi state chiedendo quanto quanto abbiamo speso per questa esperienza. 10 euro al giorno a testa. E ci sono posti dove addirittura accettano offerte libere. Non ci sono scuse.
Se avete qualche domanda scrivetemi pure in DM nel mio profilo IG che vi lascio qui sotto, se riesco rispondo sempre a tutti!