Come organizzare un viaggio in Malesia fai da te

Organizzare un viaggio in Malesia è stato, come si dice, sfidante. Un po’ perché offre talmente tanto che è stato difficile scegliere a cosa dare priorità in un itinerario di soli 11 giorni, un po’ perché le informazioni sul web sono poche (rispetto ad altre destinazioni), potenzialmente datate e i siti ufficiali malesiani sono un po’, come dire..MEH.

Ma ce l’abbiamo fatta, e devo dire che è stato uno dei viaggi più “pieni” e soddisfacenti che io abbia fatto.

Non l’ho trovata più cara rispetto ad altri posti asiatici, come sempre dipende anche dal tipo di viaggio che si vuole fare e dallo spirito di adattamento. Altro grandissimo pro, l’ho trovata molto più pulita (parlo proprio a livello di servizi igienici, purtroppo la differenziata è ancora sconosciuta pure qua), il che può essere un buon punto di partenza per chi si accinge a viaggiare in Asia per la prima volta.

In questo articolo cercherò di darvi un attimo delle info generali, ma preparatevi perchè usciranno altri articoli con focus in ogni singola tappa. Inoltre, se volete scrivermi sul profilo instagram che trovate a fine pagina, non siate timidi, rispondo sempre a tutti e non ho mai mangiato nessuno!

Iniziamo!

come organizzare un viaggio in Malesia fai da te

Info pratiche all’arrivo in Malesia

Visto e documenti d’ingresso

Udite udite, ad oggi (marzo 2024) NON serve il visto d’ingresso per entrare in Malesia a meno che non stiate più di 90 giorni (fortunelli), MA dovrete compilare online un modulo d’ingresso, cosa possibile da tre giorni prima del vostro arrivo, per cui troverete il link sul sito Viaggiare Sicuri. Una volta compilato riceverete una mail con un PIN. Questo è quanto. Non vi arriverà più niente e non è detto che ve lo chiedano, voi screenshottate/scaricate la mail che vi arriva e mostratela quando richiesto.

Sim

In aeroporto potrete trovare dei banchetti che vendono le SIM e che si occuperanno dell’installazione. Noi abbiamo scelto la Digi perché ci è stata consigliata da un ragazzo che ha vissuto in Malesia per anni, perciò non ci siamo mai poste il problema, la ricezione è stata sempre buonissima (tranne alle isole Perhentian, ma è una cosa normale), ma sentitevi liberi di fare le vostre considerazioni confrontando anche il prezzo delle altre compagnie e in base alle vostre esigenze.

Cambio denaro e pagamenti

Che in aeroporto il cambio sia una fregatura è risaputo e, anche nel caso della Malesia, confermiamo. Se proprio avete necessità, cambiate il minimo indispensabile. Se avete proprio fretta di avere la SIM cercate di pagarla con la carta di credito e una volta usciti dall’aeroporto fatevi portare in un qualsiasi money exchange. Ricordatevi che la cifra che dovete guardare è quella che trovate sotto la colonna “WE SELL“. In generale, abbiamo visto che in tutti i money exchange del Paese il cambio è abbastanza simile e favorevole.

Se invece volete pagare con carta, oltre che a informarvi con la vostra banca di eventuali commissioni, ricordate che in posti come la Foresta Taman Negara non accettano carte e che alle isole Perhentian non ci sono ATM.

Trasporti e spostamenti

Spostarsi all’interno del Paese è più facile del previsto. Per gli spostamenti brevi potrete contare quasi sempre sull’applicazione GRAB, che vi permetterà di trovare autisti a prezzi ridicoli e con facilità. Meglio ancora se salvate la vostra carta di credito sull’app in modo da non dover star li a tirar fuori le banconote ogni volta (e appena arrivati vi permetterebbe di non dover cambiare un euro in aeroporto.)

Spesso le nostre fidate Google Maps e Rome2Rio danno indicazioni, ma molto frammentarie, perciò per gli spostamenti superiori a 1h di strada vi consiglio di scegliere una delle tante linee di autobus che potrete trovare sui siti 12go, checkmybus e Easybook. Controllate sempre tutti i siti perché alcuni bus non sono presenti in un sito e viceversa. Ad ogni modo, questi mezzi sono comodi, con le prese USB e molto utilizzati dai local e coprono gran parte della penisola. Se siete fortunatissimi, potete anche trovare il Wi-Fi funzionante.

Dove dormire

La Malesia è uno di quei posti, come Bali, che può davvero accontentare tutti. Che vogliate fare i VIPS su qualche rooftops con piscina o incastrarvi con degli sconosciuti in camerate d’ostello, lei ve lo farà fare. Noi ovviamente abbiamo scelto sempre camere economiche, ma che avessero comunque un buon livello di recensioni (il Buon vecchio cheeky Monkey in Sri Lanka ci ha insegnato una bella lezione).

La lezione di questo viaggio è stata: le camere senza finestre, a Kuala Lumpur, sono salvavita! Abbattono tantissimo il livello di rumore proveniente dalla strada. A meno che non siate ai piani alti della struttura, prendetele in considerazione, specialmente se siete sensibili ai rumori e non avete i tappi!

Noi abbiamo sempre prenotato tramite Booking, vi lascio qui sotto i link delle strutture scelte da noi durante questo viaggio:

Kuala Lumpur: Abbiamo soggiornato nella Big city le prime due notti e la notte prima di andarcene

Big M Hotel camera doppia con bagno privato, senza finestra (TOP) e in un’ottima posizione. All’arrivo vi chiederanno una cauzione di 50 MYR in contanti che vi ridaranno il giorno del check out (non hanno nemmeno controllato la camera prima, però se siete stretti con degli orari, mettete in preventivo qualche minuto in più!)

Foresta Taman Negara: Delimah Guesthouse a pochi minuti a piedi dai pontili da cui partono le barche per arrivare alla foresta, camera doppia con bagno privato, pulita e silenziosa. Il giorno della partenza ci hanno fatto lasciare gli zaini in reception e ci siamo potute rinfrescare nei lavandini esterni.

Perhentian: Perhentian Chomel Chalet. Camerata da 10, tutta femminile con bagno in condivisione. La pulizia giornaliera, nonostante il continuo viavai, ha lasciato abbastanza a desiderare, ma tutto il resto è stato fantastico: spiaggia privata, ristorantino con piatti buonissimi, escursioni a prezzi moderati. Davvero niente da dire. Le spiagge più famose e frequentate si raggiungono con una camminata a piedi di 20 minuti (ve ne parlerò meglio in un articolo apposito). Zero ragni. Il paradiso.

CI TENGO A FARE UNA CONSIDERAZIONE: Per l’alloggio alle isole devo spendere qualche parola in più. Trovare un posto adatto è stato più difficile del previsto, ma l’attenzione ha fatto la differenza. Le isole non hanno tantissima scelta di per se, e la maggior parte delle strutture si concentra sulle due spiagge principali. Ci siamo fissate con il leggere le recensioni non solo su Booking ma anche su Tripadvisor e direi MENO MALE. Alcuni alloggi con recensioni pazzesche si sono rivelati dal vivo un po’ MEH e se mi seguite da un po’ sapete che non sono una che si impressiona facilmente.

Non voglio fare nomi perchè non ci sono stata in prima persona perciò sarebbe ingiusto, ma ecco, guardate bene tutte le recensioni dai portali e fuori, guardate le foto, se ci sono 5 recensioni in croce, ottime, e solo di Malesiani, alzate le antenne. MY OPINION. Se poi siete aracnofobici come me, preparatevi. Belli gli chalet sulla spiaggia/in mezzo alla natura, ma il coinquilino a 8 zampe è più facile che lo troviate.

George town: Mac Inn 94 appartamento bello grande, con 6 camere per piano, 3 bagni con doccia, cucina, LAVATRICE (sempre sia lodata). Abbastanza centrale e vicina ai posti d’ interesse maggiori.

Ipoh: Grayhaus Soho camera tripla con bagno privato in una buona posizione relativamente vicina alla fermata del bus che doveva riportarci a Kuala Lumpur. Leggermente fuori dal centro, ma tutto fattibile con una buona camminata.

come organizzare un viaggio in Malesia fai da te

Dove mangiare

Anche qui, ce n’è per tutti i gusti! Diciamo che morire di fame, non è una possibilità. La Malesia, come qualsiasi paese asiatico che si rispetti, è tempestato da street food e ristoranti. La cucina è fortemente influenzata da quella cinese, ma non abbiamo mai avuto problemi a trovare cibo vegetariano.

Consiglio fortemente di provare i food court, spazi enormi spesso coperti e “freschi” dove solitamente troverete una “piazza” piena di tavoli circondata da stand di diverse specialità. I prezzi potrebbero essere leggermente più alti del baracchino sotto casa, ma si parla davvero sempre e solo di pochissimi euro.

Il mio consiglio è come sempre vedere i prezzi nei locali frequentati da gente locale e confrontarli con gli altri posti. Per farvi un’idea, un fried rice vegetariano abbondante nella media costa 7 MYR (a maggio 2024 il cambio era 1€ = 5 MYR.

Abbigliamento

La Malesia è un Paese in prevalenza di religione musulmana, e per quanto sia estremamente (o almeno questa è stata la percezione) aperta, specialmente nei confronti dei turisti, ricordatevi sempre che coprire spalle e ginocchia è necessario all’interno degli edifici religiosi di qualsiasi tipo siano (anche se devo dire che ho trovato meno rigidità che in altri posti).

Ricordatevi quindi di avere con voi un pareo per coprirvi a dovere, anche se il caldazzo non mollerà per un secondo.

Nei luoghi di culto, potrebbero avere a disposizione dei parei da indossare.

Sicurezza

Sono stata in viaggio con altre due ragazze e devo dire che non mi sono MAI sentita in pericolo. Anzi, è stato rincuorante vedere il numero enorme di ragazze, anche molto giovani, che stavano viaggiando da sole.

Il turismo occidentale non è così numeroso come in Sri Lanka, per esempio, e capita anche di non trovare un occidentale per giorni interi, se non nelle grandi fermate dei bus che si spostano da un grande luogo d’interesse all’altro. Ci si trova tutti li, e poi ciao.

Assicurazione

Sono passati i tempi in cui facevo la bulla senza assicurazione per risparmiare. Da quando ho rischiato di beccare l’eruzione del vulcano Batung a Bali, è diventata legge. Per questo viaggio mi sono affidata a Heymondo, che mi pare una delle più buone a livello qualità/prezzo.

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Cosa vedere

12 giorni sono forse troppo pochi? SI. Bisogna rinunciare a qualcosa? SI. Ne vale comunque la pena? OVVIAMENTE.

Abbiamo corso, abbiamo preso aerei interni (abbastanza economici anyway) per recuperare tempo, non ci siamo fermate un attimo. Ma lo rifarei.

Il nostro itinerario, di cui vi parlerò nel dettaglio più avanti, ha toccato KUALA LUMPUR, la FORESTA TAMAN NEGARA, le ISOLE PERHENTIAN, GEORGE TOWN e IPOH.

Personalmente abbiamo skippato le Cameron Highlands perché avevamo fatto il pieno di panorami simili in Sri Lanka e abbiamo preferito concentrarci su altro.

Kuala Lumpur è una tappa d’obbligo anche a livello logistico e, anche se non siete amanti delle grandi città come la sottoscritta, sappiate che potrete trovare qualche chicca tra il cemento. Tra tutti avrete sicuramente già visto gli instagrammabilissimi Batu Caves Temple e il Thean Hou Temple, ma io aggiungo a gran voce il tempio Sree Veerahanumam dedicato al dio Hanuman. Poi ovviamente ci sono le più moderne e famose Petronas Tower, simbolo della città, che danno il meglio di se specialmente la sera. Per il resto, tra Mardeka Square e China Town, potrete vedere spaccati di vita quotidiana mentre siete spaparanzati sul parco o mentre mangiate qualcosa dai baracchini street food.

Taman Negara e Isole Perhentian sono il tocco naturalistico che ci vuole dopo il cemento cittadino. La prima è la foresta pluviale più antica al mondo e potete passarci anche solo una giornata (divisa in due mezze giornate) se come noi avete poco tempo e vi accontentate dei sentieri “facili e brevi”. Se siete amanti del trekking, considerate di starci un giorno e sacrificate una giornata in spiaggia, anche se ragazzi. ARE YOU SURE?

Le isole Perhentian sono una cosa paradisiaca e grazie a Dio ancora relativamente incontaminata. Nell’isola dove siamo state noi, quella di Kecil, gli alloggi turistici sono ancora un numero relativamente contenuto e la natura fa ancora da sovrana. Non ci sono strade asfaltate e le spiagge sono collegate da un sentiero non illuminato. (ps.amici aracnofobici: torcia accesa, occhi aperti e mandate avanti un amico con un bastone per, eventualmente, tirare giù le ragnatele. Perchè su km quadrati di foresta incontaminata, voi potete scommetterci che questi fanno la ragnatela in mezzo al sentiero.)

Le eventuali escursioni nei punti snorkeling sono abbastanza simili a livello di itinerario, la differenza la fa il prezzo e l’attrezzatura. Potete anche raggiungere i posti con i “taxi”, vedete voi come e cosa vi conviene fare sia a livello di tempo che di costi.

Per il resto, nella nostra struttura c’era un ottimo ristorantino, ma non vi sarà comunque difficile trovare qualcosa anche nelle due spiagge principali che si trovano su coste opposte, ma separate solo da un sentiero percorribile in 15 minuti.

George Town è, per motivi che vi saranno molto chiari al vostro arrivo, considerato patrimonio UNESCO ed è la capitale dello Stato di Penang. Fortemente segnata dalla colonizzazione inglese, vi permetterà di immergervi in un mix di culture affascinante sia dal punto di vista religioso che architettonico. Una delle vie che vi lascerà a bocca aperta è la “via dell’Armonia“, dove nel giro di pochi metri potrete trovare una chiesa, una moschea, un tempio induista e uno buddhista. Oltre a questo, amanti della street art, preparatevi perchè qui ne avrete da vedere!

Le più famose sono le opere di Ernest Zacharevi, considerato il Banksi malesiano. Purtroppo, alcune sono fortemente danneggiate, alcune addirittura scomparse. Per questo motivo vi sconsiglierei di “perdere tempo” nella ricerca minuziosa poichè potreste rimanere molto delusi. Oltre e questi potrete vederne di più moderni e insoliti, come quelli fatti col ferro, che rappresentano le caratteristiche del quartiere che le ospita.

Altre opere degne di nota sono certamente i templi, le case e i pontili dei Klan e i monumenti coloniali. Restate sintonizzati per un articolo più dettagliato!

Ipoh è la perfetta tappa intermedia tra George Town e il vostro ritorno a Kuala Lumpur. Anche qui troverete murales spettacolari (più comodamente posti tutti sulla stessa via) e un percorso per visitare i monumenti coloniali chiamato “Heritage Trail“. A pochi km dal centro storico vi attendono Kek Look Tong e il Perak Cave Temple alcuni templi scavati nella roccia.

Quanto tempo stare i Ipoh? Noi ci siamo fermati solo un giorno per questioni di tempo, infatti ci siamo perse Ling Sen Tong Temple e Sam Poh Tong Temple, oltre che al Kellie’s Castle (di cui in realtà non sentivamo la necessità)

Cosa cambierei

Questo viaggio è stato, per molti aspetti, praticamente perfetto. Col senno di poi, cambierei poche cose:

  • non perderei le ore a cercare murales a George Town, ma prenderei un Grab per visitare KeK Lok Si Temple (ho un problema coi templi se non si fosse capito)
  • Resterei mezza giornata in più a Ipoh
  • Nel periodo giusto, mi azzarderei ad andare a vedere le lucciole a Kuala Selangor. Allora..presumo che le foto nel web siano photoshoppate, ma penso anche che fare foto decenti alle lucciole sia impossibile, come farle alla luna, tipo.

Eccoci qua. Mi impegnerò per far uscire articoli dettagliati su ogni destinazione, voi nel frattempo seguitemi su Ig e se avete bisogno di qualsiasi informazione, non abbiate paura a scrivermi, rispondo sempre volentieri e non ho mai mangiato nessuno!

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