Itinerario di 12 giorni in Malesia

Creare un itinerario di 12 giorni in Malesia senza perdere qualcosa di fondamentale sembrava, sono sincera, quasi impossibile. Sul web trovato solo gente che stava minimo 15 giorni e, col senno di poi, mi rendo conto di quanto sarebbe cambiata la faccenda con delle ore se non giorni in più a disposizione.

MA, “impossible is nothing” dicevano, e con la giusta organizzazione, vi prometto che riuscirete a fare un viaggio coi fiocchi anche in “soli” 12 giorni.

Premetto subito: vi rilasserete alle Perhentian. Non prima, non dopo. Per fare e vedere tutto bisogna sgambettare. Ma non siamo qui a creare problemi, ma a dare soluzioni. Iniziamo!

Per quanto riguarda il volo di andata e ritorno stavolta ci siamo affidati alla Turkish Airlines perchè altre opzioni comprendevano Riyhad (non mi riavrete MAI) e se avete letto il mio articolo sullo Sri Lanka, sapete di cosa parlo. Altrimenti potete leggere di questa merDavigliosa vicenda qui:

Quindi, un agile scalo di 2 ore a Istambul e via che si va. Siamo atterrate a Kuala Lumpur verso le 18 di sera, e abbiamo iniziato la nostra avventura. Nell’articolo “come organizzare un viaggio in Malesia” vi parlo di tutte le questioni burocratiche in aeroporto e fattori tecnici. Fateci un salto se ne avete bisogno, altrimenti continuiamo!

Il mio itinerario di 12 giorni

  • GIORNO 1: KUALA LUMPUR by night
  • GIORNO 2: KUALA LUMPUR
  • GIORNO 3: KUALA LUMPUR – JERANTUT – TAMAN NEGARA
  • GIORNO 4: TAMAN NEGARA – JERANTUT – KUALA LUMPUR
  • GIORNO 5: KUALA LUMPUR – KOTA BHARU – KUALA BESUT – PERHENTIAN ISLAND (KECIL)
  • GIORNO 6: PERHENTIAN ISLAND (KECIL)
  • GIORNO 7: PERHENTIAN ISLAND (KECIL)
  • GIORNO 8: PERHENTIAN ISLAND (KECIL) – KUALA BESUT – KOTA BHARU – GEORGE TOWN
  • GIORNO 9: GEORGE TOWN
  • GIORNO 10: GEORGE TOWN
  • GIORNO 11: GEORGE TOWN – IPOH
  • GIORNO 12: IPOH – KUALA LUMPUR
  • *GIORNO 13: RITORNO A CASA

Vi lascio la mia mappina in cui troverete tutti i siti visitati su Mymaps: vi aiuterà soprattutto per Kuala Lumpur, Ipoh e George Town.

Dall’aeroporto di Kuala Lumpur al centro città

L’aeroporto di Kuala Lumpur si trova a 60 km dal centro di Kuala Lumpur. Per “centro” intendo quello che da in automatico Google Maps, ossia Merdeka Square, a sua volta a 9 min dalla stazione centrale.

Per raggiungere il “centro” avete 2 possibilità:

Klia Ekspres : il treno collega il terminal 1 e 2 (KLIA1 e KLIA2) con il centro in circa mezz’ora e costa circa 10€ a testa

Grab: è il modo più veloce ed economico per spostarsi (specialmente se viaggiate con altre persone), con un servizio di pick up e drop off preciso e che vi evita di cercare stazioni e fermate. La strada da e per l’aeroporto è di 1 ora e costa circa 14€. (NO PANIC, le altre tratte sono molto più economiche.

Ci sono anche i normalissimi TAXI, ma onestamente non ne abbiamo mai usato mezzo, essendo il servizio di Grab così economico ed efficiente

Noi ci siamo fatte portare direttamente al nostro hotel, il BigM, e da qui è iniziata la nostra avventura.

Cosa vedere in Malesia in 12 giorni

Come sempre scriverò un articolo anche per ogni tappa, ma vi lascio qua un piccolo riassunto in pillole per farvi già un’idea

Kuala Lumpur in pillole

come organizzare un viaggio in Malesia fai da te

Kuala Lumpur è una tappa direi obbligata, e sebbene io abbia cercato di starci il meno possibile, sono contenta di non averla scartata a priori, visto il mio non proprio amore per le grandi città. Aldilà delle Petronas Tower, ci siamo concentrate su cose più “traditional” e che ci facessero respirare un po’ di Malesia autentica.

La prima sera è stato quasi d’obbligo sfondarsi di spaghetti di riso lungo la strada Jalan Alor, ex quartiere a luci rosse, ora impero dello Street Food. Il miglior modo per iniziare il nostro viaggio in Malesia. Il giorno dopo abbiamo iniziato l’esplorazione e quindi buongiornissimo instagrammabilissime Batu Caves, con le vostre scale arcobaleno, le vostre scimmie cattive come il male e i templi multicolor. Altra tappa è la Merdeka Square, dove in pochi metri potrete ammirare il Palazzo del Sultano e la Moschea Abdul Samad (non visitabile). Da qui potete farvi una camminata fino a China Town e visitare il tempio Sri Maha Mariamman, due grandi MEH per quanto mi riguarda. Sebbene la facciata del tempio sia sicuramente impressionante, il suo interno perde il confronto con altri gioiellini, ma ok. Se volete smorzare l’afa potete provare con una camminata nel giardino botanico (Taman Botani Perdana), polmone verde con ingresso gratuito.

Per la serie vecchio VS nuovo potete consigderare un salto a Kampung Bharu: uno dei vecchi quartieri che resiste al cemento, ma si vocifera che non durerà a lungo, purtroppo. Dall’alto del moderno ponte luminoso Saloma Link, la pressione dei grattacieli contro le baracche e il cimitero cittadino, è ancora più evidente. Da qui arrivare alle Petronas Tower è molto semplice, e vi consiglio di continuare verso il Symphony Lake Water Show per lo spettacolo di luci e acqua che si tiene tutte le sere.

Il giorno trascorso prima del ritorno a casa è servito a recuperare altre due chicche: il tempio Thean Hou e il Sree Veera Hanuman Temple, mio preferito in assoluto, diverso da qualsiasi altro tempio induista io abbia mai visitato.

Taman Negara in pillole

itinerario 12 giorni in Malesia

Il Parco di Taman Negara ospita la foresta pluviale più antica del mondo e, a primo impatto, arrivarci è roba di Indiana Jones. Il problema della Malesia è che ci sono spesso molte tappe intermedie che possono confondere le idee. Da Kuala Lumpur il giro da fare è KL > JERANTUT > KUALA TAHAN > FORESTA TAMAN NEGARA.

La foresta presenta una serie di sentieri più o meno difficoltosi e di diversa lunghezza e difficoltà. Per alcuni di questi consiglio, specialmente se non siete dei trekker esperti, di prendere una guida. Per quelli brevi (come quelli fatti da noi, visto il poco tempo a disposizione), non solo non c’è bisogno di una guida, ma non avrete nemmeno bisogno di un abbigliamento particolare, dato che per tutto il percorso sarete “costretti” a camminare su delle passerelle di legno (di dubbia manutenzione) che vi guideranno senza fatica.

Ad ogni modo consiglio di scaricare Mapsme per vedere bene i sentieri anche offline perchè le mappe e le indicazioni che troverete sono abbastanza MEH.

Se siete di fretta come noi, passare una sola notte nella foresta e dividere l’esperienza tra pomeriggio e mattinata successiva, è più che fattibile.

Perhentian in pillole

itinerario 12 giorni in Malesia

Il Paradiso me lo immagino così, ma senza ragni. Le isole Perhentian, nel periodo di marzo, sono state la cosa più vicina alla perfezione. Sabbia bianca, mare della temperatura giusta, colore perfetto, fondali pazzeschi, nemmeno troppo casino nelle spiagge più “cool”. E tutto questo in bassa stagione, durante un probabile periodo delle piogge. Questione di culo? MAYBE.

Le due isole, KECIL e BESAR (cioè PICCOLA e GRANDE) sono raggiungili solo con delle barche da KUALA BESUT, dove si trovano i jetty (pontili). Quindi è a Kuala Besut che dovete arrivare, sia che partiate direttamente dalla foresta (che era un po’ il nostro primo pensiero) sia da Kuala Lumpur (noi abbiamo deciso di prendere un volo interno KL > Kota Bharu e poi un grab Kota Bharu > Kuala Besut.

La nostra scelta è caduta sull’isola di Kecil e non abbiamo avuto modo di visitare Besar se non per lo snorkeling, pertanto non saprei cosa dirvi su di lei. L’isola di Kecil, dal canto suo, non ci ha minimamente deluso. Il nostro alloggio, il Perhentian Chomel Chalet, aveva del personale super carinissimo, un ristorante con dei prezzi onesti e una spiaggia privata. Per quanto riguarda l’alloggio, il consiglio spassionato è di fare un doppio/triplo check con le recensioni che trovate sul web. SAPEVATELO.

Le escursioni possibili sono molto simili e il prezzo cambia solo in base all’equipaggiamento e al mezzo di trasporto. Fatevi una bella chiacchierata con tutti i provider e scegliete quello che più vi ispira.

Tenete in considerazione alcune cose:

  • non ci sono bancomat e non tutte le strutture accettano pagamenti in carta: portatevi dei contanti
  • i prezzi qui sono leggermente più alti che nel resto della Malesia.
  • L’interno dell’isola non è visitabile, ma potete percorrere il perimetro grazie a un sentiero NON ILLUMINATO che unisce le varie spiagge e che ad un certo punto taglia a metà l’isola per raggiungere la costa opposta. Potete anche scegliere di spostarvi in barca.

George Town in pillole

itinerario 12 giorni in Malesia

Mi avevano detto tutti che avrei amato George Town e che dire… avevano ragione. La città Capitale dello Stato di Penang ci ha regalato così tanta ggggioia che siamo riuscite quasi a meglio sopportare il caldo infernale che non c’ha mollato un secondo. Tranne un paio di posti raggiungibili con Grab, tutto il resto è a portata di camminata (ma visto il costo ridicolo dei Grab approfittatene, credetemi, anche solo per un po’ di aria fresca).

Patrimonio UNESCO, vi accoglierà con un numero esorbitante di case, palazzi e monumenti in stile coloniale perfettamente amalgamati con palazzi più “local”, creando dei contrasti pazzeschi per stili e colori. Le Mansion “blu” (Cheong Fatt Tze) e “verde” (Pinang Peranakan) sono esempi di abitazioni ora diventate musei in parte o totalmente visitabili.

Scoprirne ogni angolo potrebbe richiedere almeno 5 giorni, ma se avete la gamba lesta potrete vedere già un bel po’ di cose anche solo in 3 giorni come abbiamo fatto noi.

Tra le cose che mi son piaciute di più ci sono, ovviamente, i miei amati templi. In via dell’Armonia si affacciano una chiesa, una moschea, un tempio hindu e uno buddista. Il consiglio spassionato è come sempre quello di entrare in ognuno di loro perchè, anche se esternamente non sembra, dentro possono nascondersi delle vere e proprie chicche. Degni di nota i due templi raggiungibili con Grab , il Chayamangkalaram e il Dhammikarama Burmese.

George Town è anche famosa per i klan che vi vivevano. La casa del Klan Koo Khongsi è visitabile in un paio d’ore, mentre nei Jetty vedrete come scorre la vita di chi vive in queste baracche galleggianti. Il pontile più famoso è quello chiamato Chew Jetty, ma è anche quello che più è stato snaturato: negozietti di qualsiasi genere sono sorti tra le case, creando un “effetto Jesolo” che non mi ha fatto impazzire. Il Lim Jetty è ancora intonso, ma chiaramente va fatta molta più attenzione a come ci si comporta poichè stato di fatto entrando in un posto in cui la gente vive.

Per gli amanti della street art, big news. George Town è PIENA RASA. Esistono vere e proprie mappe che vi aiuteranno a raggiungere i pezzi più famosi, ma sappiate che purtroppo alcune pareti sono rovinate al punto da rendere qualche impossibile riconoscere il pezzo. Molto più fortunate quelle create con fil di ferro, che raccontato le particolarità di ogni quartiere che le ospita.

Ipoh

itinerario 12 giorni in Malesia

Sulla strada per tornare a Kuala Lumpur potrebbe essere una buona idea fermarsi a Ipoh.

Noi l’abbiamo letteralmente solo sfiorata a causa dei tempi strettissimi, ma siamo riuscite comunque a scoprire il centro e qualche tempietto nei territori in periferia.

Il centro offre un percorso chiamato Heritage Trail che tocca i palazzi coloniali più importanti della città, fattibile in un paio d’ore. Il centro invece è conosciuto per i suoi 3 vicoli più famosi: Wife Lane (Lorong Hale), Concubine Lane (Lorong Panglima) e Second Concubine Lane (Market Lane). Honest? MEH. Il più carino è il Concubine solo per le bancarelle che presenta.

Amanti della street art, qua le cose saranno molto più semplici visto che tutti i murales più belli sono concentrati in una sola strada chiamata semplicemente Murales Lane.

Non ho ancora parlato di templi vero? Niente paura, arrivo. I più importanti si trovano fuori città e hanno la caratteristica di essere scavati nella roccia. Abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sul Perak Tong Cave e il Kek Look Tong Temple, mentre abbiamo deciso di tralasciare (solo per questioni di tempo il Ling Sen Tong Temple e il Kellie’s Castle perchè ok tutto, ma in Irlanda ho dato abbondantemente.

Cosa cambierei

Che dire, amici sportivi. Devo dire che partire con poche aspettative ti aiuta a non rimuginare troppo sul passato, ma se dovessi proprio dirne una direi:

  • “perdere” meno tempo a cercare murales ormai scomparsi e andare a visitare il tempio di Kek Lok Si fuori George Town.
  • Prenotare con più anticipo i voli interni per risparmiare ancora di più

Per il resto devo dire che sono molto soddisfatta della riuscita di questo viaggio, anche se mi rendo conto che un Paese come la Malesia si meriterebbe più tempo per essere conosciuta e girata come si deve.

Spero che questa guida riesca ad aiutarvi, se avete qualsiasi dubbio, mi trovate nei DM di Instagram!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *