Cosa fare e vedere a George Town in 3 giorni

La città di George Town è stata, dopo le isole Perhentian, la mia tappa preferita in questo viaggio di 12 giorni in Malesia. I suoi colori, i suoi palazzi coloniali e la quantità ASTRONOMICA di cose da vedere c’hanno decisamente appagato, anche se abbiamo dovuto letteralmente trottare per stare dentro alla tempistica.

Alcune info utili

George Town è la capitale dell’isola di Penang e si trova a nord ovest della Penisola Malesiana. Vale sicuramente la pena visitare tutta l’isola, ma come accennato, il tempo non era dalla nostra parte e abbiamo deciso di concentrare le nostre energie su George Town, patrimonio UNESCO dal 2008.

La città è stata una colonia inglese importantissima per il commercio tra Asia ed Europa, ed il mix culturale si fa sentire pesantemente, specialmente sull’architettura. Non sarà difficile infatti trovare palazzi di stampo europeo tra quelli malesiani o chiese cristiane tra templi e moschee.

Per il tocco moderno invece, ci pensano i murales, numerosissimi, che si trovano in tutta la città, creando una strepitosa e colorata caccia al tesoro. Ovviamente anche a livello culinario, menu e spazi si fanno più “europei”. Ma non preoccupatevi, non mancheranno i negozi pieni di ninnoli e meravigliose “cianfrusaglie” che vi faranno sentire all’interno di un manga giapponese.

Come arrivare a George Town

Arrivando noi dalle isole Perhentian, avevamo come scelta un bus notturno fino a Butterworth e poi il traghetto fino a George Town, oppure un agile volo interno da Kota Bharu a George Town. Anche se inizialmente avevamo optato per la experience nottura in bus, abbiamo poi deciso che quelle 8 ore erano davvero troppo preziose e abbiamo ripiegato su un volo Firefly che a 10€ ci ha portati direttamente sull’isola.

Da Kuala Lumpur la cosa non cambia: potete prendere un volo interno o un autobus di quelli che attraversano tutta la penisola su siti come 12Go.

Come spostarsi in centro

Il centro è così carico di cose che spostarsi a piedi è la soluzione ideale anche per non perdere l’occasione di trovare i famosi murales che colorano la città. Se però siete pieni rasi dal caldazzo o avete già fatto i vostri mille mila passi, allora sappiate che anche qui Grab funziona a meraviglia e vi aiuterà a raggiungere sempre in tempi brevi e a basso prezzo anche qualche bel tempietto fuori dal centro.

Dove dormire a George Town

Come sempre nelle grandi città la scelta si fa più vasta che mai, ma la nostra scelta è caduta sull’appartamento MAC INN 94, in una posizione ottima per raggiungere il centro storico a piedi, senza troppo traffico a rubarci il sonno e, signore e signori, una LAVATRICE. Il prezzo per una tripla era di 23€ a notte e che dire. La commozione nel vedere un appartamento grande, con 4 camere (non abbiamo mai incontrato gli altri ospiti), una cucina e 4 bagni con doccia. Abbiamo anche avuto la fortuna di avere la camera al 3 piano perchè (unica nota dolente) al 1 piano si sentiva un odore ORRIBILE arrivare dal ristorante sottostante. I DON’T WANNA KNOW.

Dove mangiare

Come accennato poco fa le scelte sono davvero INFINITE, ma posso dirvi dove siamo state noi per mangiare qualcosina e rinfrescarci dalla calura di città.

RED GARDEN CAFE o RED GARDEN FOOD PARADISE a mani basse il food court più bello in cui siamo state, con decine e decine di postazioni food e palco centrale che ci ha regalato un adorabile e trashissimo talent show.

SAMASAMA CAFÈ AND WORKSHOP super aesthetic e instagrammabile, ci siamo finite perchè alla ricerca di murales e qui ne avete proprio uno all’entrata. Si trova vicino ai Jetty dei Clan e insieme al cafè potrete ammirare una vera e propria riqualificazione di uno spazio, con negozi, bancarelle, bar e centro riunioni, tutto però lasciando lo stile del vecchio palazzo.

THE MUGSHOT CAFE ideale per una colazione ciccionissima, con un assortimento di dolci e brioche da far girare la testa in uno spazio industrial un po’ american style.

STREET FOOD: Non penso occorra dirlo ma i baracchini si sprecano, già dalle 8 del mattino son li che friggono, mescolano, bollono qualsiasi cosa, anche i sassi. Scegliete il vostro preferito e lanciatevi senza timore. Alcune delle strade più famose a riguardo sono Chulia Street e Cecil Street Market.

KASSIM MUSTAFA NASI DALCHA RESTAURANT: shout out per questo “self service” indiano dove potrete scegliere tra UN SACCO di roba a prezzi davvero ridicolissimi.

Cosa vedere a George Town: la mia classifica personale

È sempre delicato scrivere una lista di cose da vedere, specialmente in una città così grande dove, in soli 3 giorni, è impossibile vedere TUTTO. In generale quello che faccio io è segnarmi i MUST SEE e poi andarmene a zonzo, stavolta la lista era talmente lunga che non era rimasto tutto sto tempo per andare a caso, ma insomma, vedete voi.

Vi lascio la mia classifica personalissima di cose che mi son piaciute di più, ma ci tengo a specificare che in giro per la città ci sono templi minori, che magari non sono famosi, ma che sono STUPENDI, perciò buttateci sempre il naso se vi capitano davanti. Iniziamo:

  • Chaiya Mangalaram Thai Buddhist Temple e Dhammikarama Burmese Temple
  • La casa del Klan Leong San Tong Khoo Kongsi
  • Choo Chay Keong Temple
  • La via dell’Armonia
  • Pinang Perakan Mansion
  • Street Art Hunt
  • i jetty dei Klan
  • La parte coloniale

Tranquilli, adesso vi spiego

Chaiya Mangalaram Thai Buddhist Temple e Dhammikarama Burmese Temple

Questi due templi sono appena fuori dal centro, raggiungibili con un Grab e ad entrata gratuita. Si trovano l’uno di fronte all’altro perciò non potete sbagliare.

Il Chaiya Mangalaram Thai Buddihist Temple, detto anche Wat Chayamangkalaram vi accoglierà con le sue statue di dragon e di Deva luccicanti sotto il sole, per poi sbalordirvi con uno dei Buddha sdraiati più lunghi del mondo (33 metri) e altre centinai di Buddha più piccoli lungo tutte le pareti. Il “retro” della statua serve da “colombario”, dove vengono accolte le urne dei fedeli. Altre urne si trovano sempre all’interno della zona sacra in un altro edificio, molto più simile ai nostri cimiteri.

Il Dhammikarama Burmese Temple è l’unico tempio Birmano della Malesia, e colpisce subito per il grande Buddha bianco e oro che vi accoglierà nella sala principale. Anche qua altri mini Buddha lo circondano. A lasciarvi a bocca aperta sarà, comunque, il giardino. Senza niente da invidiare alle ambientazioni di Gardaland, tenetevi pronti a statue più o meno enormi di animali più o meno sacri, Panca Rupa (chimere protettrici del mondo), elefanti e rappresentazioni di scene iconiche della vita di dei vari. C’è anche il giocone dell’estate: al centro di un lago ruotano senza sosta delle ciotole, ognuna con un obiettivo: “salute” “amore” “lavoro” ecc ecc. Si devono lanciare le offerte e fare centro. Trash? Al punto giusto. Ho amato tanto. Io per non sbagliare però ho messo i miei soldini dentro delle ciotole ben salde ai piedi di un Buddha.

La casa del Klan: Leong San Tong Khoo Kongsi

Cosa fare e vedere a George Town in 3 giorni

Le Kongsi (casa del clan) erano edifici usati dove la famiglia si riuniva per commemorare i loro antenati. Essendo questo clan uno dei più longevi e più forti, i loro edifici sono anche sontuosamente decorati con dettagli davvero superbi. Il giro non vi occuperà molto tempo, ma vi consiglio di andare a vedere anche il museo che si trova al piano terra, per avere più chiara la struttura di tutto il “quartiere” e vedere l’albero genealogico della famiglia (impossibile non notare che sono scritti solo i nomi dei maschi). Se siete interessati alla storia di questa famiglia, sappiate che hanno un sito tutto loro.

Choo Chay Keong Temple

Cosa fare e vedere a George Town in 3 giorni

Vicino ad Armenian Road e allo Yap Temple (spesso confusi tra l’altro), c’è questo mini tempio che mi ha abbagliato per le sue sculture e colonne in pietra finemente decorate.

La via dell’Armonia

Mi verrebbe da dire che nel 2024 questa realtà dovrebbe essere la normalità, e invece ancora ci si commuove quando, in un’unica via, si riescono a vedere una chiesa anglicana, una moschea, un tempio indu e uno taoista.

La Cattedrale di Saint George è di stampo chiaramente coloniale in uno stile che strizza l’occhio al gotico, ma a differenza di chiese gotiche più famose, spicca tra gli altri palazzi col suo bel colore bianco. A pochi metri si trova il tempio taoista della Dea della Misericordia, che vi accoglierà con degli incensi formato XXXL, lanterne rosse e la sua conformazione in stile cinese. Al suo interno è impossibile non percepire una certa energia e la presenza dei devoti in preghiera la fa crescere ancora di più. Poco più avanti troviamo la splendida Moschea del Kapitan Keling, abbastanza semplice, ma credo che sia sempre un dono prezioso quello di poter entrare in una moschea. Ovviamente categorico un abbigliamento adeguato ma non preoccupatevi: sono disponibili dei “mantelli” che vi faranno sembrare dei Mangiamorte, ma vi faranno rntrare senza problemi. Qualche metro ancora e vi si parerà davanti la coloratissima facciata del Sri Mahamariamman Temple, il tempio induista più antico di Penang. Al suo interno, come da tradizione, decine di statue di vari dei e colori accesi ad accogliervi.

Pinang Perakan Mansion

Cosa fare e vedere a George Town in 3 giorni

La sorella meno famosa della Blue Mansion ha un bel color menta ed è (a differenza della blu) completamente visitabile in autonomia. Al suo interno tutta la porcellana che potete immaginare e anche di più, il sogno di ogni nonna, merletti, statuine, bambole, mobili e stoffe e NEANCHE UN GRANELLO DI POLVERE. All’interno di queste mura, infatti, si trovano più di 1000 pezzi da collezione.

Street Art

Se amete la street Art, George Town fa per voi. A spiccare su tutti, per fama e bellezza, sono le opere dell’artista Lituano Ernest Zacharevic, considerato il Banksi della Malesia. A lui infatti vennero commissionati dei murales che rappresentassero la vita quotidiana in città. Le sue opere sono sparpagliate tra muri evidentissimi e piccoli vicoletti, perciò avrete di che divertirvi, ma ho una brutta notizia: viste le pessime condizioni dei muri che li ospitavano, alcune opere sono praticamente sparite. Quella più famosa, comuque, è senza dubbio il simbolo dell’Armenian Road: “Little Children on a Bicycle“. La particolarità di queste opere sta nella fusione di parti dipinte con oggetti reali e “interattivi”.

Altre opere di diverso tipo sono i “fumetti in acciaio” che troverete all’inizio dei quartieri o delle strade più famose. Sono stati creati per raccontare la storia di quella zona con un pizzico di nostalgia, raccontando quello che si faceva li prima dell’avvento del turismo. La cosa che colpisce, è che da lontano sembrano proprio fumetti dipinti sui muri, e invece..

Ovviamente altri artisti hanno colorato le strade di George Town e non vi sarà difficile vedere decine di altri murales a tema animale, commissionati per contrastare e sensibilizzare la popolazione sul tema del randagismo animale.

I jetty dei Klan

Cosa fare e vedere a George Town in 3 giorni

Un intero quartiere di palaffitte ancora abitate, un labirinto di camminamenti che ti può portare dentro una casa o fino alla fine del percorso, tempietti e negozi. La zona dei jetty è sicuramente quella più caratteristica di George Town. Sordi agli ordini di abbandonare le case per permetterne la demolizione, gli abitanti delle palaffitte han tenuto botta ed ora il sito è patrimonio UNESCO. Il Chew Jetty è quello più famoso e di conseguenza “turisticizzato” con negozi di vario genere che in realtà coprono la vista delle palafitte. Abbiamo trovato molto più autentico il Lim Jetty, ma ci tengo a precisare che non è un’attrazione turistica, qui la gente ci vive, quindi comportatevi sempre con il giusto rispetto.

La parte coloniale

A nord, lungo la Lebuh Farquhar e Lebuh Light, si trovano i più grandi palazzi coloniali della città. Si parte dal cimitero con vibes pazzescamente scozzesi fino ad arrivare al Forte e alla Clock Tower. Personalmente non c’abbiamo perso troppo tempo,sono palazzi istituzionali che comunque non sono visitabili, ma vedere i frangipani vicino a delle tombe celtiche è stato molto strano.

Altre cosine sparse

Little India è il quartiere più folle e colorato, con negozi che vendono sari e gioielli e la musica a palla. Gli Art Center sono vecchi stabili rimodernati e sistemati ad hoc per ospitare cafè, negozi di artigianato, chincaglieria carina. I food court sono sempre una piacevole scoperta e un ottimo modo per scoprire nuovi sapori. Girate con il naso all’insù e non ve ne pentirete.

Cosa cambierei

Non sarei io se non facessi almeno una ca***ta per viaggio e quindi eccoci qua signor giudice. Per cercare dei murales ormai scrostati abbiamo “perso tempo” e ci siamo persi il tempio KEK LOK SI che è solo il più grande tempio Buddhista del sud est asiatico. Passo e chiudo.

Se avete bisogno di qualche info in più scrivetemi pure in DM su Instagram, rispondo sempre volentieri! E rimanete connessi perchè nel prossimo articolo si va a Ipoh!

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